Eccoci qua, abbiamo parlato di come varia la potenza in allenamento o in gara alle varie temperature in ambienti con un temperatura esterna superiore a 25°C per le donne e 30° per gli uomini, descrivendo che le donne con tutta probabilità tollerano meno il caldo dovuto alla minore sudorazione e maggiore percentuale di massa grassa, rispetto agli uomini.
Peggioramenti prestativi sono stati spesso registrati con temperature nel range oltre i 30°C, dove spesso avvengono cambiamenti delle soglie ventilatorie/latticide e, di conseguenza, anche delle zone di allenamento. Questo dovrebbe farci riflettere su quale sia il miglior metodo per regolare l’intensità nelle circostanze dove il caldo si fa sentire.
Uno studio pubblicato da Ed Maunder – Auckland University of Technology, Nuova Zelanda – su International Journal of Sport Physiology and Performance nel 2021 ha cercato di spiegarci cosa accade, in queste particolari circostanze.
Nello studio hanno reclutato16 ciclisti e triatleti allenati con un VO2Max medio del 57. I partecipanti allo studio sono stati posti all’interno di un laboratorio dove temperature e tasso di umidità potevano essere gestiti manualmente, gli stessi si sono sottoposti ad un test incrementale per stabilire potenza e frequenza cardiaca alla prima soglia VT1 e seconda soglia VT2 soglia ventilatoria, durante due giorni in condizioni diverse:
- Temp. 35°C
- Controllo: 18°C
- Tasso di Umidità: 60%
Cosa hanno scoperto, che la potenza alle soglie ventilatorie è risultata inferiore in HEAT, temperature superiori a 30°C, rispetto al CON (controllo):
- VT1: -18% +/- 9%
- VT2: -13% +/- 8%
La Frequenza Cardiaca (BPM) non ha avuto grosse variazioni, in pratica identica tra HEAT e CON, con delle leggere variazioni VT1 +/-4% (+/-1/3BPM) mentre VT2 +/- 3% (+/-5BPM).
Cosa rappresentano questi dati per coloro che non sono così preparati su certe dinamiche sportive, che la potenza a VT1 è risultata inferiore del -17% con un +/-9% in HEAT vs CON, con una media del 17% e tra il 26% per il 70% dei partecipanti che si sono sottoposti al test.
Punti chiave sono stati che la potenza alle soglie diminuisce con un rapporto direttamente proporzionale all’aumento delle temperature una volta superati i 30°C per gli uomini e 25°C per le donne. La Frequenza cardiaca alle soglie non varia con un GAP così alto rispetto alle soglie di potenza. Alla luce dei recenti studi che suggeriscono come un HEAT TRAINING (allenamento al caldo) sia un buon metodo per ottenere un efficace BOOST degli adattamenti aerobici, regolare in modo appropriato la propria intensità e le zone di allenamento è e diventa un topic essenziale. A riguardo questo interessante studio ci suggerisce di utilizzare una potenza target del 10/20% inferiore rispetto ai valori calcolati in un ambiente temperato.
Per essere più chiari ancora: se si vuole effettuare un intervallo all’80% di FTP e questo valore risulta essere pari a 200W da un test effettuato a temperature normali, si può effettuare lo stesso intervallo a circa 175/180W e non 200W, in un ambiente HEAT. Al contrario la frequenza cardiaca può ancora essere utilizzata anche in ambienti molto caldi, fermo restando che un leggero aumento nel range di 5BPM è accettabile e consentito.
Va anche considerato che questi dati sono stati presi durante il periodo autunnale / inverno dove la temperatura esterna era di 15°C, questo fa ipotizzare che eventuali e ripetuti allenamenti in ambienti esterni dove la temperatura è molto calda, aiuta il corpo ad adattamenti che portino agli stessi dati di W e BPM presi in un ambiente più moderato.
Per tanto la conclusione di questo interessante studio ci porta dire che ha senso utilizzare i dati spostando le zone vs il basso all’inizio di un periodo di allenamento a temperature elevate e poi, dopo un certo periodo, valutando i dati espressi, le sensazioni e gli eventuali test, decidere se eliminare o meno la correzione delle zone di potenza (-10/15%) descritte sopra.
Ride ON Team OpenWatts.



